Perché una crisi è una benedizione

Pubblicato il: 02.09.2017

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

Albert Einstein

 

Nel 1931 tramite il testo Il mondo come lo vedo io, Albert Einstein dà una spiegazione della crisi secondo come vede l’uomo contemporaneo.

Considerare una crisi una “benedizione” sembra quasi un po’ irrispettoso per quelli che ne stanno soffrendo.

Einstein, che in quegli anni ha dovuto vivere la grande crisi economica, la disoccupazione, il nazismo, la guerra che incombeva ed è dovuto emigrare negli Stati Uniti perché ebreo, in realtà parla della crisi come una sfida. Della possibilità dell’uomo di utilizzare la propria capacità di essere flessibile nei contesti difficili, e di come é concentrare la propria attenzione a risolvere i problemi.

Che si parli di crisi sentimentali, economiche, lavorativa, sportiva, esistenziale, spesso ci capita di colpevolizzare le situazioni al posto che prendere in mano la nostra vita. Puntiamo il dito verso il mercato, lo stato finanziario precario, chi ci circonda, il compagno o la compagna, la concorrenza troppo forte e molto altro, senza poi renderci conto che siamo noi i responsabili di ciò che vogliamo ottenere a partire da quel momento. Oggi non è il nostro punto d’arrivo ma il nostro punto di partenza.

La crisi è SI una benedizione, perché nei momenti più difficili le persone fanno emergere risorse che non sapevano neanche di possedere prima.

È, dunque, l’atteggiamento alla crisi che l’autore vuole sottolineare che fa la differenza tra chi è proattivo a ciò che gli accade e chi invece reattivo, tra successo e insuccesso. In pratica, come dominare il tuo sistema.

Dato che si parla di atteggiamento, mettilo in pratica prima di arrivare al momento delicato, quando tutto sembra più difficile, quando vedere una via d’uscita sembra impossibile. Allenati quotidianamente a risolvere i problemi ad avere degli obiettivi (approfondisci con l’articolo come superare la confusione con gli obiettivi), anche se sembrano semplici o banali, prima che diventino una crisi. In questo modo allenerai la tua flessibilità mentale, e il tuo cervello si abituerà a trovare soluzioni piuttosto che scuse.

I risultati saranno evidenti in breve tempo.

 


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