Il lavoro dei miei soldi o dei miei sogni?

Pubblicato il: 12.09.2017

Se andiamo al lavoro esclusivamente per soldi, finiremo per stufarci. Magari non succederà dopo 1 mese, magari neanche dopo 1 anno, ma alla fine ci diremo “perché mi alzo al mattino?”. E con molta probabilità accadrà che prima qualcun altro ti dirà: “ti vedo infelice” oppure “sei diverso”.

 

Qualche giorno fa stavo parlando con un fiduciario che mi ha raccontato di una persona che ha conosciuto.

Quest’uomo, partito come apprendista panettiere, ha passato anni a studiare medicina, anche per soddisfare le attese dei famigliari, prima quella generica, poi la specializzazione, per finire il praticantato da chirurgo in ospedale.

Dopo un periodo di contrasti sulla struttura del lavoro o, come dice in un’intervista, “sull’impostazione del lavoro, il sistema basato sulla proporzione tra medici e pazienti che rischia di compromettere la qualità del servizio” decide di interrompere la sua carriera da chirurgo e riprendere la passione del pane.

Perché?

La sua risposta è stata: “Ho potuto osservare quello che sarei stato tra 10 o 20 anni e non mi è piaciuto.”

Dopo qualche mese ha aperto una panetteria con un amico di lunga data, che tra l’altro ha lasciato il lavoro di architetto, in cui ci lavora ancora oggi, felicemente.

 

Questa storia mi ha colpito perché ogni giorno abbiamo la possibilità di fare quello per cui la società, gli amici, gli insegnati, gli stessi genitori a volte, pensano che sia giusto, oppure iniziare a capire cosa ci farebbe alzare al mattino con il sorriso. Quando sei spinto dalla passione, sai dentro di te che è hai intrapreso la strada giusta e spesso anche gli altri te lo dicono perché quando fai quello che ami emani un’altra luce.

E allora sarà tutto facile?

No! Ma, se manterrai il tuo focus su ciò che vuoi, avrai la carica e la forza di apprendere ciò di cui hai bisogno, di migliorarti giorno dopo giorno e superare quei muri che si presentano davanti a te.

 

Va bene, mi hai convinto, ora devo mollare tutto per fare quello che voglio?

Se puoi permettertelo ed è quello che ti fa felice si. Se no, inizia a posare i primi tasselli e intraprendi la strada della soddisfazione personale.

E tutte quelle frasi che ti dici: “come faccio se non ho soldi?” “ci sono persone con molta più esperienza di me” “c’è crisi non è il momento giusto per fare questo salto” trasformale in domande costruttive:

“Cosa posso fare IO per ricavare i soldi necessari?” “Come posso acquisire l’esperienza e la conoscenza necessaria?” “In che modo posso sfruttare la crisi per avere successo?”

 

Migliora la qualità delle tue domande per trovare le soluzioni che hai bisogno.

Da oggi pensa a come ti vedi tra 5 anni, scrivi 5 motivi perché è quello che ti piacerebbe fare. Dopo scrivi 3 ostacoli e per ognuno scrivi 3 possibili soluzioni.

 


Se vuoi leggere l’intervista del panettiere-chirurgo, il sig. Marius Höckl.

http://www.caffe.ch/stories/storie/57022_con_le_mani_in_pasta_scopriamo_la_vita/


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