Differenti terapie

Pubblicato il: 24.01.2016 Cassandra Cappelletti

Coaching, counselling e psicologia: così lontane, così vicine.

Il fenomeno del coaching si sta diffondendo sempre di più alle nostre latitudini, forte di una solida tradizione imprenditoriale americana. Eppure, sono ancora pochi quelli che sanno di cosa si stia parlando.

A differenza della psicologia, che prevede il conseguimento di una laurea universitaria per lo specialista e la sua abilitazione, e della psicoterapia, che permette anche la prescrizione di psicofarmaci, il coaching, che necessita comunque di una formazione, si fonda su una relazione paritetica fra paziente e professionista. Solitamente quando una persona chiede aiuto si sente inevitabilmente in una situazione di inferiorità verso chi è in grado di fornirlo e cerca da questa persona risposte e soluzioni, come avviene nella psicologia. Nel coaching questo non succede: si instaura una relazione egualitaria che non esprime potenza e dipendenza, ma ascolto e opportunità, e le soluzioni provengono direttamente dal cliente.

Da qualche anno, malgrado alcune differenze, si è iniziato a rilevare e apprezzare il legame fra psicologia e coaching, soprattutto negli Stati Uniti, dove è nata la psicologia positiva, concentrata sulla ricerca scientifica delle potenzialità umane.

Maggiormente difficile, invece, è distinguerlo dal counseling, in cui si tratta di fornire un aiuto concreto al cliente, che sta vivendo un momento di difficoltà e che si rivolge al counsellor per raggiungere uno stato di benessere più elevato. Entrambe le professioni promuovono un processo di autorealizzazione del cliente, ma se il counsellor presta un aiuto nell’esplorazione della propria natura e nell’individuazione di "traumi" e disagi del passato, il coach rappresenta soprattutto una risorsa nel perseguimento di un fine. Dunque il coach e il cliente identificano insieme la situazione attuale, il risultato desiderato, le sue motivazioni e come raggiungerlo.

Negli ultimi decenni la pratica del coaching si è diffusa in ogni campo: sportivo, aziendale, nelle relazioni pubbliche e anche in quelle private e si parla dunque di Sport Coaching, Business Coaching, Life Coaching, ecc. Utilizza un metodo che opera concretamente; attraverso la definizione di obiettivi direttamente misurabili, si incarica di sostenere il cliente nella realizzazione del futuro desiderato, gestione degli stati d’animo, dello stress, dei cambiamenti,... . È importante ricordare che il focus su cui si intende lavorare non è il problema di partenza, ma la crescita personale che si intende attuare. È una sorta di allenamento e, non a caso, è una pratica nata in ambito sportivo. L’assenza di giudizio è imperativa e il focus è incentrato sull’unicità dell’individuo, mantenendo le sue caratteristiche e la volontà di «fare» qualcosa.

Insomma, ognuno può affrontare un percorso di miglioramento, senza sentirsi a disagio o infelice per qualche motivo. Non importa se è per prendere decisioni con più serenità, raggiungere uno stato emotivo desiderato, un traguardo professionale, sportivo, di coppia o con gli amici; quello che conta è l’intenzione di avviare una crescita verso una meta.